venerdì 18 giugno 2010

riassunto: IL SERGENTE NELLA NEVE RITORNO SUL DON




IL SERGENTE NELLA NEVE
RITORNO SUL DON
Di Mario Rigoni Stern
RIASSUNTO
Mario Rigoni Stern racconta in questo libro le sue avventure da soldato italiano nella seconda guerra mondiale, durante la campagna in Russia.
Il racconto inizia in un caposaldo sul fiume Don, è inverno ed è così freddo a tal punto che i soldati dovevano controllare spesso le loro armi, perché il gelo le rende inutilizzabili. All’inizio la situazione non è difficile sino a quando, il tenente si ammala e le munizioni per le armi iniziano a scarseggiare. A questo punto gli assalti dei russi e la loro pericolosità verso il caposaldo di Rigoni, inizia ad aumentare. Vedendo che le cose peggiorano, giunge dai superiori dello scrittore, l’ordine della ritirata. Nella ritirata i battaglioni sono divisi in gruppo, dove a turno dovranno lasciare il caposaldo e coprire le spalle al gruppo. Inizia la ritirata, Rigoni è un sergente maggiore, ha il compito di comandare una squadra, ed è l’ultimo con la sua squadra a lasciare il caposaldo. Durante la ritirata molti soldati muoiono a causa della neve e del freddo o altri invece vengono uccisi scontrandosi contro i militari russi. La squadra di Rigoni raggiunge un isba e li riposano un po’, poi ricomincia la ritirata finché raggiungono un’altra casa per riposare un paio di ore. Nel ripiegare i soldati italiani vengo accerchiati dal nemico, quindi tendono di sfondare da un lato e grazie ai tank tedeschi riescono a occupare un villaggio dove Rigoni e il suo esercito riposano. Dopo il riposo si ricomincia a ripiegare, passano l’Ucraina ma i militari italiani si scontrano con l’esercito russo e diversi plotoni, compagnie vengono distrutte. Mario in questa battaglia si salva perde per poco tempo la sua squadra ma dopo aver raggiunto l’esercito italiano la ritrova. Dopo lunghe marce si fermano in un caposaldo tedesco dove i soldati e Rigoni riposano per due giorni.(In questo caposaldo Mario si trova in Russia Bianca).
Passato l’inverno Rigoni capisce che ha subito molte perdite. Un superiore ordina alla sua squadra di conquistare un caposaldo russo. La battaglia contro i russi è molto cruenta, infatti molti militari vengono uccisi nello scontro e Rigoni viene ferito ad una mano, ma nonostante tutto l’esercito italiano riesce ad occupare il caposaldo russo. Dopo aver conquistato il caposaldo, i russi contrattaccano e i poveri militari italiani non riuscendo a difendersi batterono la ritirata.
Torna l’inverno e la compagnia di Rigoni si scioglie a causa della tormenta, ma soprattutto dopo le battaglie contro i russi. Rigoni anche lui si disperde con altri due suoi soldati. Trovano un villaggio ed entrano in una casa dove vengono ospitati da un vecchio e la sua famiglia. Li trovano, gli affamati e stanchi soldati, cibo, caldo e un posto dove riposare. Uno di quei soldati scopre che il vecchio era suo padre, il quale dopo aver fatto la prima guerra mondiale, stanco di tutto nel ritornare a casa si fece una nuova famiglia in Russia. Dopo un po’ di riposo il vecchio con la sua slitta riesce a portare i tre soldati lontani dall’ esercito russo, dopo di che il vecchio li lascia e ritorna a casa. Da li Rigoni s’incammina per ritrovare il suo esercito in ritirata. Mentre cammina, trova un villaggio dove in una casa, vede ballare dei soldati tedeschi con delle ragazze russe. Lui affamato e stanco, è indeciso se entrare, finché viene raggiunto da un russo, il quale gli dice di non entrare ma di andare in una casa della sua amica e gliela indica. Rigoni ascolta il russo ed entra nella casa consigliata, entrato lo ospita un anziana donna che lo accoglie, lo fa dormire e lo sfama. La donna gli racconta che nella casa dove ballavano i tedeschi venivano più tardi i partigiani e infatti a notte fonda Rigoni sentì gli spari provenienti da quella casa. Dopo essersi riposato ringrazia l’anziana signora e riparte per trovare i suoi compagni.
A questo punto l’autore inizia a raccontare dei fatti accaduti prima della sua prigionia che influenzano ciò che farà una volta arrivato a casa.
Rigoni poi, inizia ancora a parlare della guerra vissuta e racconta che dopo un periodo di riposo ritorna al fronte insieme ad un’altra squadra comandata da Bepi, con cui fece amicizia. Qui lui e la squadra di Bepi , a causa della fame riuscirono a rubare viveri e alcool ai magazzini tedeschi. Vengono però scoperti e vengono portati in un campo di concentramento tedesco , rimangono li fino alla fine della guerra liberati dagli Alleati.
Questa parte del libro viene scritta dall’autore durante la sua prigionia in un lager tedesco, la parte che viene scritto qui di seguito invece viene scritta sempre da Rigoni ma dopo la guerra.
L’autore racconta a 30 anni dopo la guerra, che riesce a trovare i soldi per fare un viaggio in Russia. Arrivato in Russia, grazie anche alle guide, passa dove e possibile nei luoghi dove a combattuto, ricordando e salutando per l’ultima volta i suoi compagni caduti in guerra.

FINE


AUTORE

Mario Rigoni Stern, terzo di sette fratelli, nasce il 1° novembre del 1921 ad Asiago, un piccolo paese, in provincia di Vicenza. La vita giovanile è fatta di scuola di letture, ma anche di giochi tra quei boschi e prati che avranno tanta parte nei suoi racconti.
Nel 1938, a diciassette anni, frequenta volontario, la Scuola Militare Centrale d’Alpinismo d’Aosta, dove in breve diviene caporale, caporalmaggiore e istruttore. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia, viene mandato presso diversi fronti e ottiene la promozione a sergente. Con tale grado, dopo il trasferimento al Battaglione sciatori del Monte Cervino, il 13 gennaio 1942 parte una prima volta per la Russia, da dove rientra in primavera. Nella successiva estate è la volta del fronte del Don, che raggiunge col grado di sergente maggiore del Battaglione Vestone, della Tridentina. Dopo l’attacco delle forze sovietiche, ha inizio il lungo e drammatico ripiegamento attraverso la steppa, culminato nella battaglia di Nikolajewka (26 gennaio 1943).
Il rientro in Italia avviene nella primavera, ma le disavventure non sono finite: viene catturato dai tedeschi. Inizia così la sua odissea nei Lager, sino al 9 maggio 1945 ,quando può finalmente ritornare a casa.
Rigoni Stern viene assunto presso l’Ufficio imposte del catasto del suo stesso comune, Asiago, ove nel 1946 si sposa, e dove nasceranno i suoi tre figli.
Inizia a questo punto la seconda fase della sua vita: quella di scrittore. Sottopone il suo primo scritti, che è una rielaborazione di appunti presi durante la sua esperienza militare, a Vittorini, che lo convoca a Milano.
Il lavoro di ripulitura procede per mesi e giunge in porto nel 1953, quando “Il sergente nella neve, Ricordi della ritirata di Russia” vede la luce presso Einaudi, accompagnato da una presentazione dello stesso Vittorini,
Nove anni dopo esce sempre presso Einaudi “Il bosco degli urogalli”, un volume nel quale l’autore raccoglie i racconti che dal 1958 è venuto pubblicando su periodici. A scandire gli anni successivi sono però ancora soprattutto pubblicazioni belliche (“Quota Albania”). Decide poi di tornare in Russia sui luoghi del suo primo racconto (e pubblicherà “Ritorno sul Don”). Ripeterà questa visita nel 1975, su invito dell’agenzia di stampa sovietica Novosti.
A questo punto interviene una svolta anche narrativa: incomincia a scrivere "piccole storie" di uomini come “Storia di Tönle”, “Lavori di montagna”, “Uomini, boschi e api”, “L’anno della vittoria” (1985), “Amore di confine” (1986), “Il libro degli animali” (1990), “Arboreto salvatico” (1991); , “Le stagioni di Giacomo” (1995) e “Sentieri sotto la neve” (1998).





ANALISI DEI PERSONAGGI PIÙ IMPORTANTI DEL LIBRO

Uno dei tanti personaggi che mi ha colpito è l’amico Antonelli. Perché uomo coraggioso e ogni qualvolta era sempre il primo negli assalti.
Un?altro personaggio nel libro che mi è dispiaciuto della sua morte è Giuanin che ogni volta che parlava con Rigoni gli chiedeva se riuscivano a tornare a casa.

FRASI CHE MI HANNO COLPITO DI PIÙ

Giuanin ogni volta che vedeva Rigoni gli chiedeva: “Sergentmagiù, ghe ariverem a baita ?”.
Tourn amico di Rigoni raccoglieva tutte le sigarette, levava il tabacco e con le lettere che riceveva da casa si faceva le cartine.


COMMENTO DEL LIBRO

Questo libro mi è piaciuto molto perché l’autore racconta un fatto storico accaduto veramente, cioè i fatti accaduti nelle seconda guerra mondiale in Russia dove i soldati italiani sono morti soprattutto a causa del freddo che a causa del nemico. Questo libro lo consiglio a chi piace la storia.

18 commenti:

  1. mi dai il link del testo completo grazie 1000

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  2. grazie 1000 mi serviva proprio xkè la prof. lo voleva e ci ha dato da fare anche il riassunto invece cosi vado molto meglio!! grazie 1000 ancora :-)

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    1. si ma tu dovresti comunque leggerlo

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    2. te ghe rason cojon!!

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  3. ricordo che tutto il materiale che trovate in questo blog sono riassunti, schemi ecc. fatti da studenti... se ci sono riferimenti a siti li mettiamo sempre in fondo al post in questo caso non ci sono fonti perchè probabilmente lo studente ha fatto il riassunto da solo dopo aver letto il libro :)

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  4. .
    è molto bello quando dice che a trovato i soldi per andare ancora in russia per salutare per l'ultima volta i suoi amici caduti in guerra vuole dire che ci tiene alle amicizie :)

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  5. la trama piu in brevee??

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  6. I ricordi della ritirata in Russia scritti in un lager tedesco dall'alpino Rigoni Stern nell'inverno del 1944, pubblicati da Einaudi nel 1953 sotto il titolo "il sergente nella neve" e da allora long-seller per il candore e la forza con cui viene rappresentata la lotta dell'uomo per conservare la propria umanità.
    Un sogno di pace rivisitato nel 1973, quasi trent'anni dopo, in Ritorno sul Don, un viaggio non solo nello spazio, ma anche nel tempo, senza rancori e senza voglie di rivalse, come atto d'amore e di riappacificazione con gli uomini e con la storia.

    questa parte e stata copiata dalla copertina del libro!

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  7. Scusate ma i personaggi principali proprio ki sono ???

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    1. il personaggio principale è Rigoni gli altri personaggi sono secondari perchè al centro del racconto narrà della sua esperienza in guerra.

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  8. ma va bene come relazione?

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  9. Grazie davvero utile! Consiglio a tutti di leggere il libro e non fermarsi a copiare il riassunto

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  10. troppo lunga la trama

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  11. moolto utile ma siccome la mia prof gurda tutti i siti io cambierò alcune parole e così nn mi becca =-)

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