lunedì 27 settembre 2010

CARTESIO

Cartesio:

Con cartesio abbiamo una svolta fondamentale dal rinascimento all’età moderna. Cartesio è il fondatore del razionalismo cioè quella corrente filosofica che riteneva la ragione umana lo strumento fondamentale per arrivare alla verità. Egli ha scritto il discorso sul metodo nel 1637 e le meditazioni del 1641. Per prima cosa cartesio cerca di trovare un metodo che gli permetta di distinguere il vero dal falso e che abbia come fine ultimo il vantaggio dell’uomo.

Le regole di questo metodo sono quattro:

* Evidenza: non accogliere per vero niente che non sia chiaro ed evidente;

* Analisi: scomporre il problema in parti più semplici da risolvere singolarmente;

* Sintesi: ricostruzione del problema risolto nelle singole parti;

* Enumerazione e revisione: enumerare le parti dell’analisi e rivedere la sintesi.

Per cartesio questo metodo va applicato dopo che si è dubitato di tutto il sapere già dato. Questo tipo di dubbio si chiama metodico e si supera appunto con il metodo.

Oltre al metodico esiste anche un altro tipo di dubbio, quello iperbolico:

* Dio ingannatore: è insuperabile;

* Genio maligno: un demonio distorce la realtà e ce la fa percepire diversamente.

Per superare questo dubbio dobbiamo renderci conto che nello stesso istante che noi dubitiamo troviamo la prima certezza, che appunto dubitiamo, infatti, possiamo dubitare di qualsiasi cosa ma non del nostro stesso dubbio. Nel dubitare di essere ingannato io ammetto automaticamente la mia esistenza poiché per essere ingannato devo essere qualcosa, quindi dubitando (pensando) io percepisco la mia esistenza: “Cogito ergo sum”.

Ma se riesco a percepire la mia esistenza solo nel momento in cui penso allora so anche cosa sono, sono un qualcosa che pensa: “Cogito ergo sum, ergo sum res cogitans”.

Le idee per cartesio sono il contenuto della nostra mente e si dividono in:

* Idee innate: sembrano essere già dentro di me con la nascita della mia coscienza (Dio, causa-effetto…);

* Idee fittizie: da noi inventate (l'idea dell'ippogrifo o quello della chimera);

* Idee avventizie: derivano, tramite la sensibilità, da oggetti esterni e sono indipendenti dall'uomo.

Non posso essere sicuro dell’esistenza oggettiva di queste idee ma solo quella soggettiva.

Le prove dell’esistenza di dio sono le seguenti:

* Se Dio è perfetto allora anche la sua causa deve essere perfetta, dunque la causa di Dio è dio stesso;

* Se io fossi dio mi sarei fatto perfetto, ma poiché sono imperfetto (il fatto che dubito ne è la prova) devo essere stato creato da qualcosa di perfetto, quindi dio è la causa di me;

* Se dio è perfetto, allora in quanto tale non può mancare di esistenza.

Dimostrata la perfezione e di conseguenza l’esistenza (e la bontà) di dio, ho trovato un garante per sostenere la realtà oggettiva del mondo esterno, che prima potevo considerare solamente soggettiva.

Le tre grandi verità per Cartesio sono: Io=>Dio=>Mondo.

by IVANO

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