lunedì 27 settembre 2010

Il secolo breve: uno sguardo a volo d'uccello---> CONCETTI

Il secolo breve: uno sguardo a volo d'uccello di Eric J. Hobsbawm

1.

a) Introduzione: 28 giugno 1992, Mitterranel si presenta a Sarajevo per ricordare all’opinione pubblica la gravità della guerra balcanica. La data non è casuale, il 28 giugno è l’anniversario dell’attentato all’arciduca d’austria Francesco Ferdinando. Quasi nessuno però coglie l’allusione, poiché la memoria storica non è più viva.

b) I giovani vivono in un presente permanente e hanno perso ogni legame con il passato.

c) L’intento del libro non è solo quello di raccontare la storia del secolo breve (1914-1991), ma soprattutto di capire il perché gli eventi abbiano seguito questo corso e come i fatti si colleghino tra loro.

d) Per la generazione precedente il passato è indistruttibile poiché gli avvenimenti storici hanno fatto parte della loro vita e hanno caratterizzato ogni aspetto personale, contribuendo alla formazione dell’individuo stesso.

e) Il processo di formazione di quello che sarà poi il secolo breve, per hobsbawm inizia con la rivoluzione civile russa. Dalla rivoluzione d’ottobre infatti si crea una nuova idea di economia industriale, basata sul conflitto tra socialismo e capitalismo, i quali diventeranno le uniche due dottrine economiche che caratterizzeranno i sistemi economici degli stati mondiali.

f) Il mondo che è sopravvissuto alla rivoluzione d’ottobre è un mondo realizzato dai vincitori della seconda guerra mondiale. Per quanto riguarda gli sconfitti e i loro alleati, sono stati quasi completamente espulsi dalla storia scritta se non per interpretare il ruolo dei cattivi nel confronto mondiale tra bene e male.

g) Quello che però ha sicuramente caratterizzato di più il secolo breve sono stati i grandi confronti ideologici, i quali a differenza dei semplici fatti sono più difficili da interpretare, in quanto vanno capiti senza giudicarli e per chi ha vissuto il ’900 è difficile astenersi da giudizi personali.

2. a) Con la fine del secolo breve negli anni 90, ha inizio una nuova epoca su cui è difficile fare previsioni, l’unica cosa di cui si è certi è che questa nuova epoca sarà caratterizzata dagli avvenimenti del secolo breve.

b) Per Hobsbawm il secolo breve si divide in tre età:

- l’età della catastrofe (1914-1947): caratterizzata dalle due guerre mondiali, dalla nascita dei totalitarismi e dalla crisi economica del ventinove. Tutti questi avvenimenti hanno portato a una crisi del sistema capitalistico, il quale è riuscito a sopravvivere solo grazie all’insolita alleanza con il suo emergente antagonista, il comunismo, rappresentato dall’URSS e alimentato dal progressivo indebolimento del capitalismo.

- l’età dell’oro (1947-1973): è ancora aperta la questione su come abbia fatto il capitalismo a uscire dal suo periodo di crisi e volare verso un’età di rapidissima crescita economica e trasformazioni sociali, denominata età dell’oro.

Questa velocissima età di grandi cambiamenti in poco tempo, porta ad una spaccatura con la storia dei millenni precedenti caratterizzata dall’età della pietra e dal mondo contadino. Così facendo si crea anche un distacco tra le due generazioni.

L’età dell’oro è caratterizzata però soprattutto dalla rivalità tra capitalismo e socialismo i quali si equivalgono.

- La frana (dal 1973): successivamente all’età dell’oro vi furono 3 decenni di crisi che hanno colpito varie parti del mondo con diversa intensità ma tutto il mondo ne è stato vittima, a causa di un’economia unitaria mondiale portata avanti durante l’età dell’oro. Questa crisi colpì indistintamente sia il mondo liberale che quello socialista, con la differenza però che il primo riuscì a sopravvivere mentre il secondo crollò. La caduta del socialismo determinò un dissesto politico che portò alla distruzione degli equilibri che avevano stabilizzato il mondo dalla fine della guerra. La fine del secolo breve è caratterizzata anche da una crisi morale con la conseguente caduta di tutti i valori, il nichilismo.

3. Confronto tra il mondo nichilista di oggi e il mondo nel 1914:

a) La popolazione mondiale è molto aumentata, non solo dal punto di vista numerico ma anche di corporatura e di durata della vita ed in generale la popolazione è più ricca.

b) Il mondo non è più eurocentrico, l’Europa negli anni è diventata una periferia, mentre i protagonisti della scena mondiale sono gli USA.

c) Il mondo non è più diviso in realtà nazionali estremamente diverse tra loro, ma al contrario è diventato qualcosa di unitario.

d) C’è una rottura tra le generazioni della due epoche, le quali sono ideologicamente divise.


by IVANO

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